Aphrodite Day



Nell'Olimpo divino, tra gli Dei,
Splende Afrodite, regina del desio,
Dal riso d'oro e l'anima di fuoco,
Nasce tra i flutti, in schiuma rigogliosa,
Eterea bellezza, in un canto Omerico,
In versi epici, il suo nome s'innalza.

Omero, il bardo, con l'eloquenza sua,
Canta la Dea dalle chiome d'ambra,
Dal corpo snodato, curva sinuosa,
E negli occhi, luccicanti stelle d'amore.
I Dei stessi, restano incantati,
Dalla sua luce, dal suo sguardo ardente.

Nei canti del poeta, lei si rivela,
Quando Paride, giudice innamorato,
Dovrà scegliere la più bella Dea,
Tra Atena, Hera e l'infuocata Afrodite.
La Dea dell'amore non fa mistero,
Promette ad Enea la più bella donna.

In sestine d'Omero, la Dea compare,
Nelle vicende degli eroi coraggiosi,
Incanta con l'arte delle sue parole,
Guida i destini con fili d'amore intrecciati,
Nessun cuore può sfuggire al suo potere,
Nessuna mente è immune dal suo fascino.

Così, tra le righe dell'epica trama,
Afrodite si staglia, immortale e vibrante,
Simbolo dell'amore, della passione,
Ispiratrice di cuori e desideri ardenti.
Omero, poeta magnifico e sapiente,
Ha dipinto la Dea con parole eterne.


Il 19 Agosto si celebra la Dea Venere, un'entità divina che incarna l'amore, la bellezza e la fertilità nella mitologia romana, corrispondente alla greca Afrodite. Le radici del suo mito si intrecciano con diverse teorie sulla sua origine. Una di queste narra che Venere emerse dal seme di Urano, il sovrano dei cieli, quando i suoi genitali, tagliati dal figlio Crono, caddero nell'oceano. Questo gesto fu un atto di riscatto da parte di Gea, la madre di Crono e sposa di Urano. Un'altra suggestiva ipotesi afferma che la Dea nacque da una conchiglia generata dalle acque marine.

Venere, come sposa di Vulcano, il dio dei fabbri e dei vulcani, riveste un ruolo di spicco nella cosmogonia romana. La sua leggendaria discendenza da Enea, fondatore epico del popolo romano, contribuisce a stabilire un profondo legame tra la Dea e la nascita stessa della civiltà romana, influenzando numerosi aspetti delle festività e dei miti nella religione dell'antica Roma.

Nel corso dei tempi, Venere si è legata a una serie di amori, sia con mortali che con divinità. Il suo primo amante fu Adone, un affascinante cacciatore dalla bellezza straordinaria. La tragica vicenda di Adone vide la sua sorte segnata da un brutale incontro con un cinghiale selvaggio, che gli inflisse ferite mortali, facendo scorrere il suo sangue in copiose rivoli dalle ferite che solcarono il suo corpo. In onore del suo amato, Venere volle che ogni primavera le spoglie di Adone tornassero a risorgere e rifiorire sotto la forma dell'anemone, un fiore caratterizzato dal suo intenso colore porporino.

La celebrazione della Dea Venere il 19 Agosto rappresenta non solo un omaggio alla bellezza e all'amore, ma anche un tributo alle leggende intrecciate che hanno plasmato il tessuto mitologico dell'antica Roma.

DonE

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